Alcuni giorni fa, vagando su internet per passare il tempo in attesa di una visita, mi sono imbattuta in una frase attribuita a Renzo Piano, in cui menzionava il Tempio di Ise, situato nella prefettura di Mie, in Giappone. Essendo molto curiosa mi sono immediatamente messa a googlare questo sito, che, ammetto non conoscevo, per capire di cosa si trattasse.

Ho scoperto che il tempio di Ise è uno dei luoghi più sacri e venerati del Giappone: dedicato alla dea del sole Amaterasu. Il tempio è un fulgido esempio di tradizione culturale e spirituale che risale a oltre 2000 anni fa.

Con la sua architettura semplice ma solenne, il Tempio, o meglio l’insieme delle costruzioni che costituiscono il Tempio, non è solo un simbolo religioso, ma rappresenta anche un profondo legame con la natura e un modello di sostenibilità che trova eco nei moderni approcci alla gestione ambientale e alla coesione comunitaria.

La peculiarità del Tempio di Ise è la sua pratica di ricostruzione periodica (ogni 20 anni) chiamata Shikinen Sengu. Questa tradizione, che ha avuto inizio nel VII secolo, implica la demolizione e la ricostruzione dei santuari principali utilizzando materiali e tecniche tradizionali. Questo processo non solo preserva le abilità artigianali tradizionali, ma simboleggia anche il concetto di rinascita e continuità. Attraverso la Shikinen Sengu, il tempio rinnova il suo legame con la natura, utilizzando legno di cipresso giapponese proveniente da foreste curate appositamente per questo scopo.

La Shikinen Sengu è, quindi, molto più di un semplice processo di ricostruzione; è un rito sacro che implica diversi elementi culturali, spirituali e ambientali.

Rinascita e Rigenerazione: simboleggia il ciclo continuo di morte e rinascita. Demolendo i vecchi edifici e ricostruendoli identici nei materiali e nelle tecniche, si mantiene viva la tradizione e si rinnova l’energia spirituale del tempio. Questo processo di rigenerazione rappresenta un parallelo con il ciclo naturale delle stagioni e la continuità della vita.

Preservazione delle Abilità Artigianali: La ricostruzione dei santuari richiede l’impiego di tecniche tradizionali di falegnameria e artigianato che sono state tramandate attraverso generazioni di artigiani. La Shikinen Sengu assicura che queste competenze non vadano perdute, mantenendo vive le pratiche culturali e tecniche antiche.

Uso Risorse Naturali: Il legno utilizzato per la ricostruzione proviene da cipressi giapponesi coltivati in foreste dedicate, gestite in modo sostenibile. Questo approccio alla gestione forestale garantisce una risorsa continua di materiali senza compromettere l’ecosistema, riflettendo un antico rispetto per la natura.

Coinvolgimento Comunitario (messaggio lanciato da Renzo Piano nella riflessione che menziono all’inizio): La comunità locale gioca un ruolo cruciale nella Shikinen Sengu. L’intero processo coinvolge non solo i sacerdoti e gli artigiani, ma anche i residenti e i visitatori, che partecipano alle celebrazioni e ai rituali associati alla ricostruzione. Questo rafforza il senso di identità culturale e di appartenenza comunitaria. In più sottolinea in un certo modo il ciclo della vita lavorativa: si impara un’arte (la costruzione) per poi applicarla ed infine tramandarla, passare il testimone, alle nuove generazioni.

la Shikinen Sengu ha implicazioni profonde sia dal punto di vista culturale che da quello della sostenibilità. Culturalmente, rappresenta un legame ininterrotto con il passato, mantenendo vive le tradizioni e le competenze antiche. Dal punto di vista della sostenibilità, la Shikinen Sengu è un esempio di come una gestione responsabile delle risorse naturali e il rispetto per l’ambiente possano essere integrati nelle pratiche culturali.

Ma il Tempio di Ise dimostra anche che la preservazione delle tradizioni può andare di pari passo con la sostenibilità. Le comunità locali partecipano attivamente alla Shikinen Sengu, rafforzando il senso di appartenenza e identità culturale. Questa partecipazione comunitaria è un aspetto chiave della sostenibilità sociale, poiché promuove e fortifica la coesione e l’inclusione.

Inoltre, la gestione delle risorse naturali per la ricostruzione del tempio rappresenta un modello di economia circolare. Il legno utilizzato viene accuratamente selezionato e le foreste sono gestite in modo tale da garantire la loro rigenerazione. Questo approccio è in linea con i principi moderni di sostenibilità, che enfatizzano l’importanza della conservazione delle risorse per le generazioni future.

Ecco perché questo argomento mi ha affascinata: il Tempio di Ise non è solo un luogo di culto, ma un esempio vivente di come le tradizioni millenarie possano insegnarci pratiche sostenibili e promuovere la coesione sociale. La sua pratica di ricostruzione periodica, la gestione responsabile delle risorse naturali e la partecipazione comunitaria riflettono principi che sono al cuore della sostenibilità moderna. In un’epoca in cui il mondo cerca soluzioni per un futuro sostenibile, il Tempio di Ise offre una lezione preziosa su come le tradizioni antiche possano informare e arricchire le pratiche contemporanee di sostenibilità.

No responses yet

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Latest Comments

Nessun commento da mostrare.